Ricciola dell'Adriatico
Filetto per crudo e tagliata. Arrivata alle 05:40 dal peschereccio di Molfetta, circa 4,2 kg. La tagliata si serve solo a cena, due porzioni.
Demo Attività fittizia · recapiti non attivi · Francesco Tannoia
Pesce fresco dal mercato all’alba. Crudo, griglia a legna, trentotto coperti sul molo.
Tre pezzi dal mercato di questa mattina, disponibili finché bastano. La lavagna si scrive alle 11:40: se un nome manca, è già finito, non è «in arrivo». I prezzi di questi tre restano nella fascia della carta, senza sovrapprezzo «del giorno».
Filetto per crudo e tagliata. Arrivata alle 05:40 dal peschereccio di Molfetta, circa 4,2 kg. La tagliata si serve solo a cena, due porzioni.
Crudi, con solo sale marino e un filo d'olio. Dolci, iodati, quasi trasparenti.
Per risotto nero e griglia. Carne soda, nero fresco, quantità limitata.
Prima che Bari Vecchia apra le persiane, siamo già al mercato ittico. Il cancello dei banchi si alza alle 05:00; alle 05:20 i tre pescherecci di Molfetta e San Giorgio hanno già scaricato. Ghiaccio, voci, reti ancora bagnate. Compriamo solo quello che oggi è davvero fresco, e lo paghiamo in contanti al banco.
Non abbiamo un fornitore unico e non firmiamo contratti a volume. Se la ricciola non ha l'occhio vivo, si passa alla leccia. Se i ricci sono pochi, le linguine ai ricci escono dalla carta. Il mercato chiude al pubblico verso le 07:15: dopo quell'ora restano solo i lotti che nessuno ha voluto, e quelli non li prendiamo.
Arrivo al mercato del porto. Controllo occhi, branchie, rigidità e odore sul ghiaccio.
Carico in cucina, tre cassette al massimo. Il crudo si porziona a mano, senza congelatore.
La lavagna del pranzo è scritta. Quello che manca non si improvvisa e non si scongela.
«Il pesce non ha bisogno di troppi aggiustamenti. Ha bisogno di rispetto, fuoco giusto e qualcuno che lo scelga all'alba.» Marco Bellini, chef e fondatore
Cibo, mare, tavola: sei scatti di un'osteria che non esiste, inventata per questo portfolio. Le reti e l'Adriatico sì; il locale, i tavoli e i piatti sono finzione.
Marco Bellini ha imparato a riconoscere il pesce fresco sulle banchine del porto antico, prima ancora di cucinarlo. Trent'anni di mattine al mercato, una cucina a vista di ventotto metri quadri e una regola sola: niente congelato, niente scorciatoie, niente «arriva tra un'ora».
Il crudo si taglia sul marmo a 4 °C, con coltello bagnato e un filo d'olio monocultivar di Bitonto. Niente maionese, niente salsa che copre. Se il filetto non sta in piedi da solo, non va nel piatto. La griglia è a legna di ulivo: si accende alle 11:50 per il pranzo e alle 18:40 per la cena. I tempi si misurano a mano, non al timer da vetrina: branzino da 600 g circa otto minuti a pelle, poi tre minuti di riposo. La pasta — orecchiette e paccheri — si lavora ogni mattina in dieci chili, e quando finisce si passa al grano di Altamura.
La sala è piccola: trentotto coperti, di cui dodici sul molo quando il vento lo permette. Preferiamo sentirvi al telefono e tenervi un tavolo vicino alla cucina, dove si sente il mare. Non accettiamo tavolate oltre dieci: spezziamo, o vi proponiamo un privato di domenica.
Tutti partono da una telefonata. Prenota, siediti, lascia che il mare arrivi al tavolo. Niente modulo, niente anticipo online, niente «vi confermiamo via app».
Mar–Sab · 12:30–15:00
Menu più leggero: crudo se c'è, primi di mare, un calice di Verdeca. Ultimo ordine alle 14:30. Ideale dopo una passeggiata in Bari Vecchia, prima che il molo si riempia.
Mar–Sab · 19:30–23:30
Griglia accesa, sala al completo, luci basse sul porto. Ultimo ordine alle 22:40. Prenotazione fortemente consigliata, soprattutto venerdì e sabato: il legno è pieno alle 19:10.
Domenica o chiusura serale
Gruppi da dodici a trenta. Menu degustazione su misura fra 48 e 65 euro, vini a parte. Si chiude la sala solo dal lunedì al giovedì, e solo se lo chiedete almeno dieci giorni prima.
Via Venezia 14, a due passi dal porto antico. Zona ZTL: meglio arrivare a piedi o lasciare l'auto a Piazza Ferrarese.
Lunedì chiuso. Mar–sab pranzo 12:30–15:00 e cena 19:30–23:30. Domenica solo pranzo, 12:30–15:30. La tabella completa è nella sezione orari.
Solo prenotazioni telefoniche. Questo sito non tiene tavoli e non accetta pagamenti. Numero dimostrativo, non attivo.
tavolo@osteriadelporto.it — scrivete solo per gruppi, la conferma arriva comunque a voce.
La cucina segue il mercato, non il calendario turistico. Lunedì restiamo chiusi per il riposo del personale e per pulire la griglia. Ferragosto e Natale: chiusi, senza eccezioni. Il 26 dicembre apriamo solo a pranzo, se il mercato ha scaricato.
| Giorno | Pranzo | Cena | Prenotazioni |
|---|---|---|---|
| Lunedì | Chiuso | Chiuso | — |
| Martedì – giovedì | 12:30 – 15:00 | 19:30 – 23:30 | 10:00 – 13:00 · 17:00 – 19:00 |
| Venerdì – sabato | 12:30 – 15:00 | 19:30 – 23:30 | 10:00 – 13:00 · 16:30 – 19:00 |
| Domenica | 12:30 – 15:30 | Chiuso | 10:00 – 12:30 |
Solo al +39 080 521 4890. Non teniamo liste d'attesa digitali e non chiediamo carta di credito per confermare. Un tavolo da due a sei si chiude il giorno stesso, se c'è posto. Da sette coperti in su servono due giorni. Se arrivate con più di venti minuti di ritardo senza avvisare, il tavolo torna in sala.
La carta è corta: Verdeca della Valle d'Itria, Falanghina, Vermentino, un rosato di Gioia del Colle e tre calici di bollicine. Niente etichette da collezione. Il calice sta fra 5 e 12 euro, la bottiglia fra 22 e 48. Accettiamo il vino portato da fuori solo il lunedì, e il lunedì siamo chiusi: quindi no.
In cucina passano ogni servizio: pesce, crostacei, molluschi, glutine della pasta e del pane di Altamura, uova, latte dei dolci, solfiti dei vini, frutta a guscio della caprese, sedano dell'insalata di mare, anidride solforosa. Possiamo togliere un ingrediente dal piatto; non possiamo promettere l'assenza di tracce. Segnalate allergia al telefono. Per celiachia grave consigliamo un altro tavolo: la farina sta nello stesso ambiente del crudo.
Sei risposte che di solito diamo al telefono. Se non trovate la vostra, chiamate: è più rapido di un modulo che questa pagina non ha.
No. Questo sito non registra prenotazioni e non manda conferme. Si prenota solo al telefono, +39 080 521 4890, dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 19:00. Per tavoli da sette persone in su chiediamo due giorni di anticipo. Il numero e l'indirizzo di questa pagina sono fittizi.
Il mercato ittico del porto apre alle 05:00. Guardiamo occhi, branchie, rigidità e odore; se un lotto non convince, non si compra. Lavoriamo con tre pescherecci di Molfetta e San Giorgio e con due banchi fissi. Il crudo si porziona a mano entro le 07:30, senza passaggio in congelatore.
Solo se il pesce della mattina è adatto: ricciola, gamberi, ostriche, ricci. Con mare mosso o catture scarse togliamo il crudo dalla carta e lo diciamo al telefono. Non scongeliamo per coprire i buchi. Il crudo si serve fino a esaurimento, di solito entro le 14:00 a pranzo e le 22:00 a cena.
In cucina passano ogni giorno crostacei, molluschi, pesce, glutine, uova, latte, solfiti dei vini e frutta a guscio dei dolci. Non abbiamo una linea separata: possiamo evitare un ingrediente nel piatto, non garantire l'assenza di tracce. Segnalate allergie al telefono, non a tavolo. L'elenco è anche nella sezione orari di questa pagina.
Le cifre in carta sono fasce, non un listino ufficiale. Un pranzo con primo e calice sta fra 22 e 32 euro a persona. Una cena con crudo, primo, griglia e vino sta fra 45 e 70 euro. Il coperto è 2 euro, il servizio è incluso. Gruppi oltre sei: menu fisso fra 38 e 55 euro, concordato al telefono.
Via Venezia è in zona ZTL. Il parcheggio più vicino è Piazza Ferrarese, poi cinque minuti a piedi. In estate conviene lasciare l'auto fuori Bari Vecchia. Non abbiamo posti riservati e non teniamo il tavolo se arrivate in ritardo di oltre venti minuti senza avvisare.