I Veritieri Pizzeria · Bologna · dal 2012
Quarantotto ore di attesa. Quattro minuti di fuoco.
Siamo al 42 di Via San Felice, sotto il portico, alla terza colonna dopo il semaforo. Facciamo una cosa sola: pizza con un impasto che matura due giorni in cella e cuoce quattro minuti e mezzo su una platea di refrattario. La sala apre alle 19:00 e lavora a due turni, come un ristorante. Non c'è il bancone, non c'è la consegna, non c'è la fila che si allunga sul marciapiede: c'è un quaderno alla porta e un nome da lasciare.
Impasto 48 h · idratazione 75 % · panetto 260 g · platea 340 °C
- Maturazione in cella
- 0 ore
- Temperatura della platea
- 0 °C
- Coperti, portico compreso
- 0
- Pizze in carta
- 0
I — La casa
Undici persone, un forno solo, due turni a sera.
I Veritieri ha aperto il 4 ottobre 2012 in un fondo che per trent'anni era stato una merceria. Il nome viene da una discussione finita male con un fornitore che aveva scritto «artigianale» su una cassa di prodotti industriali.
Il locale è lungo e stretto, novanta metri quadri: si entra da sotto il portico, si passa davanti alla bocca del forno — che sta a sinistra, in vista, non nascosta in fondo — e si arriva in sala. Quarantotto posti dentro su tredici tavoli, di cui due da sei. Da aprile a ottobre si aggiungono sedici posti sotto il portico, su quattro tavoli di ferro che ritiriamo tutte le sere a mezzanotte.
Siamo in undici. Quattro in sala, tre fra banco e forno, due in cucina per fritti e dolci, uno in cantina che è anche quello che risponde al telefono, e una persona alla porta dalle 19:00 alle 22:00 che tiene il quaderno dei nomi. Nei giorni pieni siamo tutti dentro insieme; il martedì e il mercoledì siamo in sette.
La regola della casa è una e la trovate ripetuta in ogni pagina di questo sito: se non lo possiamo dimostrare, non lo scriviamo. Per questo qui trovate le ore di maturazione, i gradi della platea, il peso del panetto e il nome dei mulini, e non trovate parole come «autentico» o «segreto di famiglia».
II — L'impasto
Due giorni al freddo per quattro minuti di fuoco.
La maturazione non è la lievitazione. Lievitare è il gas che gonfia; maturare è il tempo in cui gli enzimi spezzano amidi e proteine e rendono l'impasto digeribile. A quattro gradi il lievito rallenta e gli enzimi continuano: è per questo che l'impasto sta in cella, non sul banco.
-
0 ore
Farina, acqua, madre
Alle 8:30 del martedì la spirale gira per quattordici minuti. Prima l'autolisi: farina e acqua da soli per quaranta minuti, senza sale e senza lievito, perché la farina beva. Poi entra il lievito madre liquido, rinfrescato la sera prima, e solo negli ultimi tre minuti il sale — se lo si mette subito, la maglia si chiude e il lievito parte in salita.
- Acqua
- 16 °C
- Uscita impasto
- 24 °C
- Volume
- 100 %
-
24 ore
Il freddo lavora
Dopo due ore di puntata a 20 °C la massa scende in cella a 4 °C, coperta, in cassette da dieci chili. A ventiquattro ore è cresciuta di poco più di un terzo: sembra che non stia succedendo niente ed è il momento in cui succede tutto. Gli enzimi tagliano gli amidi in zuccheri semplici, la maglia glutinica si distende e smette di tirare.
- Cella
- 4 °C
- Volume
- 140 %
- Odore
- latte e farina
-
36 ore
Staglio a mano
Il mercoledì alle 20:30 la massa esce dalla cella per il tempo dello staglio: si taglia con la spatola e si pesa a mano in panetti da 260 grammi, uno alla volta, chiusi con due giri di polso. Un panetto ben chiuso tiene la forma per dodici ore; uno chiuso male si allarga e in forno fa un cornicione storto. Poi si torna al freddo.
- Panetto
- 260 g
- Volume
- 190 %
- Odore
- nocciola e crosta
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48 ore
Pronto per il fuoco
Il giovedì alle 15:00 i panetti salgono a 18 °C per l'appretto: quattro ore sul banco, coperti. Alle 19:00 il panetto è largo, lucido, cede sotto il dito e torna su piano. Da lì al forno passano novanta secondi: si stende a mano dal centro verso il bordo, si condisce, si infila. Chi arriva alle 19:15 mangia un impasto nato quarantotto ore e mezza prima.
- Appretto
- 4 h a 18 °C
- Volume
- 240 %
- Stesa
- 31 cm
Cosa c'è dentro, in percentuale
| Ingrediente | Quota | Perché |
|---|---|---|
| Tipo 1 macinata a pietra, W 280 | 70 % | Regge le quarantotto ore e porta il sapore del grano |
| Tipo 0, W 300 | 20 % | Dà forza alla maglia e tiene in piedi il cornicione |
| Tipo 2 semi-integrale, W 240 | 10 % | Colore scuro e un fondo amaro che pulisce la bocca |
| Acqua | 75 % | Sale a 78 % d'estate, scende a 72 % con l'umidità di gennaio |
| Lievito madre liquido | 12 % | Rinfrescato ogni sera alle 23:00, acidità fissa |
| Sale marino | 45 g per litro | Entra negli ultimi tre minuti, mai all'inizio |
III — Il forno
Trecentoquaranta gradi, non quattrocentottanta.
La pizza napoletana cuoce in novanta secondi a 480 gradi. La nostra no, e non è una questione di gusto: è una conseguenza dell'impasto.
Con il 75 % di idratazione e quarantotto ore di maturazione, un colpo di calore così violento brucerebbe la superficie prima che l'acqua interna abbia il tempo di uscire. Il risultato sarebbe un disco nero fuori e umido dentro, che si affloscia in tre minuti. A 340 gradi sulla platea e 430 in cupola, invece, l'acqua esce piano per quattro minuti e mezzo: il cornicione si asciuga, resta croccante fino alla fine e non fa la piega.
Bruciamo faggio e carpino dell'Appennino bolognese, spaccato e stagionato ventiquattro mesi, con umidità sotto il 18 %. Legna più umida fa fumo e il fumo si sente sulla pizza. Il forno si accende alle 15:30 con due ore di fiamma alta, poi la brace si sposta a destra e si lascia scendere: alle 19:05 esce la prima pizza. La platea si misura con un termometro a infrarossi ogni venti minuti, e chi sta al forno lo scrive su un foglio appeso al muro.
In camera stanno cinque pizze insieme, non una di più: al sesto disco la temperatura crolla e le prime due escono pallide. Da qui la regola dei cinquantacinque pezzi all'ora, che è anche il motivo per cui non prendiamo tavolate da sedici e non facciamo asporto nelle due ore di punta del fine settimana.
- Platea
- 340 °C
- Cupola
- 430 °C
- Cottura
- 4 min 30 s
- In camera
- 5 pizze
- Resa oraria
- 55 pizze
- Legna
- faggio e carpino, 24 mesi
IV — La carta
Nove pizze, una alla volta.
Nove e non trenta: sono quelle che il forno regge in una sera senza rallentare. Si presentano una per volta, come le porta la sala. Cambiate con le frecce della tastiera, con i tasti sotto, oppure trascinando la scheda di lato.
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Classiche 01 / 09
Marinara
San Marzano dell'Agro Sarnese, aglio in camicia, origano di montagna, olio extravergine a crudo.
La prova del nove: senza formaggio non si nasconde niente. Se l'impasto non è maturo abbastanza, qui si sente al primo morso. È la pizza che facciamo assaggiare a chi si presenta per lavorare al forno.
8 euro
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Classiche 02 / 09
Margherita
San Marzano, fior di latte di Agerola scolato tre ore, basilico, olio a crudo.
Il fior di latte arriva il martedì, il giovedì e il sabato entro le undici, e passa tre ore su un colino prima di toccare la pizza: se resta il siero, il disco si allaga e la cottura va persa. Due pizze su cinque, qui, sono questa.
10 euro
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Classiche 03 / 09
Diavola
Salame piccante stagionato sessanta giorni, fior di latte, olio al peperoncino fatto in casa.
Il salame va sopra a metà cottura, mai all'inizio: entra a tre minuti dalla fine, si arriccia e resta morbido invece di seccarsi. L'olio al peperoncino lo facciamo il lunedì, il giorno di chiusura, e riposa una settimana.
13 euro
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Di stagione 04 / 09
Zucca e salsiccia
Crema di zucca delica arrostita, salsiccia di mora romagnola, scamorza affumicata, rosmarino.
In carta da ottobre a gennaio. La zucca la arrostiamo intera in forno la sera prima, quando la brace scende, e la passiamo la mattina: cotta a vapore diventa acquosa e sulla pizza fa una pozza.
15 euro
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Di stagione 05 / 09
Cime di rapa e stracciatella
Cime di rapa saltate con aglio e peperoncino, stracciatella a crudo, scorza di limone grattugiata.
Da dicembre a marzo. Le cime si sbollentano due minuti e si saltano in padella mentre la pizza è già in forno: se aspettano, diventano grigie. La stracciatella arriva dopo, fuori dal calore, con la scorza di limone sopra.
14 euro
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Di stagione 06 / 09
Pomodorino giallo e alici
Pomodorino giallo del Piennolo, alici del Cantabrico, capperi sotto sale, origano.
Da giugno a settembre, la pizza dell'estate. Il pomodorino giallo è meno acido del rosso e regge le alici senza litigarci. I capperi si dissalano in tre acque: è l'unica cosa che chiediamo di fare a chi arriva alle 16:00.
15 euro
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Del pizzaiolo 07 / 09
La Veritiera
Impasto semi-integrale, mortadella tagliata a coltello, stracciatella, granella di pistacchio, pepe.
La pizza che porta il nome della casa. La mortadella la tagliamo a coltello al momento, in falde spesse mezzo centimetro: affettata sottile si scioglie e sparisce. Va sopra a forno chiuso, quando il disco è già nel piatto.
16 euro
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Del pizzaiolo 08 / 09
Quarantotto
Bianca: fior di latte, patata a lamelle sottilissime, lardo, rosmarino, pepe nero macinato grosso.
Si chiama come le ore di maturazione perché è la pizza in cui l'impasto si sente di più: niente pomodoro, niente acidità, solo grano e grasso. Le lamelle di patata vanno a un millimetro, altrimenti restano crude sotto il lardo.
15 euro
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Del pizzaiolo 09 / 09
San Felice
Pomodoro giallo, 'nduja, cipolla di Medicina caramellata nell'aceto, pecorino di fossa.
La più discussa. La cipolla cuoce due ore con aceto e zucchero di canna e serve a spegnere la 'nduja: senza, il piccante copre tutto. La consigliamo al secondo turno, quando c'è tempo per bere qualcosa dietro.
15 euro
Tutte le pizze hanno un diametro di 31 centimetri. Su richiesta togliamo un ingrediente, ma non ne aggiungiamo: la carta è tarata sui tempi del forno. Il coperto è di 2 € e comprende il pane fritto e l'acqua alla spina.
V — Fritti e dolci
Prima della pizza e molto dopo.
I fritti escono in otto minuti dalla comanda e arrivano prima della pizza: sono fatti per riempire l'attesa, non per sostituire la cena. I dolci sono quattro e non cambiano mai.
Fritti
- Crocchè di patata 6 €
- Tre pezzi. Patate lessate la mattina e schiacciate calde, provola dentro, pangrattato grosso.
- Frittatina di bucatini 7 €
- Due pezzi. Besciamella, piselli, pepe. La panatura è sottile per non fare scudo.
- Montanarina 6 €
- Due pezzi. Lo stesso impasto della pizza, fritto e condito con pomodoro e parmigiano di trenta mesi.
- Fiori di zucca ripieni 8 €
- Due pezzi, da aprile a luglio. Ricotta di pecora e alice, pastella leggera all'acqua ghiacciata.
- Crescentine fritte 9 €
- Sei pezzi da dividere, con squacquerone e un piatto di affettati bolognesi. Per due persone.
Dolci
- Zuppa inglese al bicchiere 6 €
- Alchermes fatto in casa con dodici spezie, crema pasticcera, savoiardo inzuppato a mano.
- Semifreddo al croccantino 6 €
- Mandorle caramellate a secco e tritate grosse. Si prepara il lunedì per tutta la settimana.
- Pizza dolce 7 €
- Impasto bianco cotto senza condimento, poi ricotta di pecora, scorza d'arancia e miele di castagno.
- Sorbetto al limone e basilico 5 €
- L'unica cosa che arriva già pronta, da una gelateria a duecento metri da qui. Lo diciamo.
Al tavolo
- Coperto 2 €
- Pane fritto e acqua alla spina, filtrata e refrigerata. Niente bottiglie di plastica in sala.
- Caffè 1,50 €
- Miscela arabica tostata a Bologna. Il decaffeinato c'è, l'orzo anche.
- Amari della casa 5 €
- Sei bottiglie sullo scaffale, tutte italiane. Nocino di produzione familiare da settembre.
VI — La cantina
Sessanta etichette, quasi tutte a un'ora da qui.
Nove vini al bicchiere che cambiano ogni quindici giorni, tre birre alla spina e dodici in bottiglia. Non abbiamo il bancone e non facciamo cocktail: fingere un cocktail bar dentro una pizzeria è il modo più veloce per farli male entrambi.
Al bicchiere
- Pignoletto Colli Bolognesi 5 €
- Frizzante sui lieviti, secco. Il vino di casa: sta bene con tutto e non copre niente.
- Lambrusco di Sorbara 5 €
- Rifermentato in bottiglia, colore chiaro, bolla fine. Servito a 12 °C, non ghiacciato.
- Sangiovese di Predappio 6 €
- Annata giovane, acciaio. Frutto scuro e tannino gentile: regge il salame senza asciugare.
- Trebbiano macerato 7 €
- Sette giorni sulle bucce, Val Tidone. Amaro finale che pulisce dalle verdure amare.
- Metodo classico dei Colli 9 €
- Trenta mesi sui lieviti, dosaggio zero. L'unica bollicina che teniamo al bicchiere.
Birre
- Pils non filtrata · 4,8 % 5 €
- Alla spina, da un birrificio di Zola Predosa. Amaro corto, bolla larga: la birra dell'attesa.
- Ambrata all'orzo tostato · 5,6 % 6 €
- Alla spina. Il malto tostato tiene testa al piccante meglio di qualunque rosso.
- Saison al pepe rosa · 6,2 % 6 €
- Alla spina, da Forlì. Secca e speziata, bevuta soprattutto d'estate sotto il portico.
- Dodici bottiglie da 33 cl 5 – 7 €
- Due birrifici soltanto, l'elenco è sulla lavagna. Analcolica sempre disponibile.
Cosa beviamo con cosa
| Pizza | Bicchiere | Perché |
|---|---|---|
| Marinara | Pignoletto frizzante | La bolla e l'acidità puliscono l'aglio e l'origano |
| Margherita | Lambrusco di Sorbara | Asciuga il grasso del fior di latte a ogni sorso |
| Diavola | Ambrata all'orzo tostato | Il malto smorza il piccante, l'alcol basso non lo alza |
| Cime di rapa | Trebbiano macerato | Amaro con amaro: si sommano invece di litigare |
| La Veritiera | Metodo classico | Il perlage taglia la stracciatella e la mortadella |
| Zucca e salsiccia | Sangiovese giovane | La dolcezza della zucca chiede un frutto scuro e fresco |
VII — La sala
Come funziona una nostra sera.
Lavoriamo a due turni perché con un forno solo e quarantotto posti è l'unico modo per far mangiare tutti senza far aspettare nessuno in piedi per un'ora. Ecco l'ordine esatto.
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15:30
Si accende il forno
Due ore di fiamma alta con legna spaccata fine. Intanto i panetti salgono dalla cella al banco per l'appretto e la cucina lessa le patate per i crocchè.
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16:00
Apre il telefono
Dalle 16:00 alle 18:30 si prenota, e risponde una persona in sala con il quaderno davanti. Fuori da quella finestra il telefono suona a vuoto: siamo tutti al lavoro.
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18:45
Si apre la porta
Chi non ha prenotato lascia il nome alla porta e aspetta sotto il portico. Non abbiamo un banco per l'attesa e non serviamo da bere in piedi: preferiamo dire un tempo onesto piuttosto che tenervi lì a consumare.
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19:15
Primo turno
Il tavolo è vostro fino alle 21:00. È il turno più tranquillo: sala mezza piena, forno appena a regime, dodici minuti dalla comanda alla pizza. Il turno consigliato a chi viene con i bambini o con un tavolo da sei.
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21:15
Secondo turno
Fino a chiusura, senza fretta. Il forno è al massimo e la sala è piena: la pizza arriva in quindici minuti, non in dodici, e chi porta i piatti parla di meno. È il turno di chi vuole restare a bere qualcosa dopo.
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23:00
Ultima comanda
Quarantacinque minuti prima della chiusura si chiude il forno. Da lì in avanti restano dolci, amari e caffè, e nessuno vi mette il conto sul tavolo prima che lo chiediate.
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00:15
Si ritirano i tavoli
I quattro tavoli sotto il portico rientrano tutte le sere, anche d'estate: il portico è pubblico e la mattina dopo ci passa la gente. La platea si spazza a caldo e la cenere si mette da parte per l'orto di chi la vuole.
VIII — I fornitori
Da dove arriva quello che vi serviamo.
Elenco dimostrativo: i nomi delle aziende sono inventati come tutto il resto di questa pagina, ma la forma è quella che usiamo con i clienti veri — provenienza, giorno di consegna e motivo della scelta, senza sigle e senza bollini.
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Farine
Molino sul Sillaro · Castel San Pietro Terme (BO), 28 km
Tipo 1 e tipo 2 macinate a pietra, consegna il martedì mattina in sacchi da 25 kg. Riceviamo la scheda con W e P/L di ogni partita: se la forza cambia, cambiamo l'acqua.
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Pomodoro
Conserve di Sarno · Agro Sarnese-Nocerino (SA), 640 km
Pelato a mano in latte da 3 kg, una sola raccolta all'anno. Ne prendiamo il fabbisogno di dodici mesi a settembre: il magazzino è la stanza sopra il bagno.
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Fior di latte e bufala
Caseificio di Agerola (NA), 620 km
Fior di latte il martedì, il giovedì e il sabato entro le 11:00; bufala campana il martedì e il venerdì. Quello che avanza il sabato sera diventa la crescentina del personale, non il condimento del martedì.
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Salumi
Salumificio di Zola Predosa (BO), 12 km
Mortadella intera senza budello di plastica, salame piccante stagionato sessanta giorni, lardo. Consegna il mercoledì: la mortadella la tagliamo a coltello, mai in affettatrice.
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Olio extravergine
Frantoio di Brisighella (RA), 65 km
Nostrana di Brisighella, latte da 5 litri, annata dichiarata in etichetta. In sala non ci sono oliere anonime: la latta sta sul banco e chi vuole guarda la data di molitura.
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Verdure
Mercato di Via Ugo Bassi e azienda agricola a Budrio (BO), 20 km
Tre mattine a settimana al mercato per quello che serve subito; zucca, cime di rapa e cipolla arrivano direttamente dal campo di Budrio da ottobre a marzo.
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Legna
Azienda forestale di Lizzano in Belvedere (BO), 68 km
Faggio e carpino, spaccati e accatastati ventiquattro mesi, umidità sotto il 18 % misurata all'arrivo. Due bancali al mese, scaricati il lunedì a locale chiuso.
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Lievito madre
Nostro, dal 2012
Nato da farina, acqua e mela cotogna nell'ottobre del 2012, rinfrescato ogni sera alle 23:00. Chi lo chiede se ne porta via un vasetto: non è un segreto, è solo una routine.
IX — Orari
Quando siamo aperti davvero.
| Giorno | Pranzo | Cena |
|---|---|---|
| Lunedì | chiuso | chiuso |
| Martedì | — | 19:00 – 23:30 |
| Mercoledì | — | 19:00 – 23:30 |
| Giovedì | — | 19:00 – 23:30 |
| Venerdì | — | 19:00 – 00:15 |
| Sabato | — | 19:00 – 00:15 |
| Domenica | 12:30 – 14:45 | 19:00 – 23:00 |
Chiusure dell'anno
- 1 gennaio — chiuso tutto il giorno.
- Dal 10 al 24 agosto — due settimane, forno spento e cella svuotata.
- 24, 25 e 26 dicembre — chiuso.
- Lunedì — chiusura settimanale: si fa l'olio al peperoncino, il semifreddo e la manutenzione.
Le chiusure straordinarie le scriviamo sulla porta e le diciamo al telefono. Non pubblichiamo un calendario aggiornato in tempo reale su questa pagina: sarebbe una promessa che un sito statico non può mantenere.
Chiama 051 234 8891 Prenotazioni 16:00 – 18:30
X — Domande frequenti
Le domande che ci fanno al telefono.
Avete pizze senza glutine?
No, e preferiamo dirlo prima. La sala e il banco stanno in novanta metri quadri, la farina di grano tenero vola ovunque e il forno è uno solo: senza un laboratorio separato e una camera dedicata non possiamo garantire nulla a chi è celiaco. Quando ce lo chiedono al telefono indichiamo due locali in zona che hanno il percorso certificato, e non ci costa niente farlo.
C'è qualcosa per chi non mangia derivati animali?
L'impasto è fatto solo di farina, acqua, lievito madre, sale e una punta di lievito di birra: niente latte, niente uova, niente strutto. In carta due pizze sono già senza derivati animali — la marinara e la stagionale di verdure — e su altre due togliamo il latticino, scrivendolo in comanda.
I fritti sono un discorso diverso: la friggitrice è una sola e nello stesso olio di arachide passa il crocchè con la provola. Se la contaminazione è un problema, ve lo diciamo prima di prendere l'ordine.
Si può venire con i bambini?
Sì. Abbiamo quattro seggioloni, il fasciatoio nel bagno grande e la mezza pizza a metà prezzo per chi ha meno di dieci anni. Il primo turno delle 19:15 è il momento più tranquillo: sala mezza piena, meno voci, attesa in cucina più corta. Il passeggino si lascia sotto il portico, accanto alla rastrelliera: dentro non passa fra i tavoli.
Accettate gruppi?
Fino a dieci persone, solo al primo turno e con la scelta concordata al telefono almeno tre giorni prima. Oltre le dieci diciamo di no: il forno fa cinquantacinque pizze all'ora e un tavolo unico da sedici fermerebbe la sala per quaranta minuti, togliendo il posto a tutti gli altri. Non è snobismo, è aritmetica del forno.
Fate asporto o consegna a domicilio?
Asporto sì, con ritiro al banco, tranne il venerdì e il sabato fra le 20:00 e le 21:30, quando il forno è tutto per la sala. Si ordina al telefono e si paga alla cassa al ritiro. La pizza da asporto la mettiamo in un cartone con il foro di sfiato: chiuso ermetico, il cornicione si ammoscia in cinque minuti.
Consegna a domicilio no, e nessun ordine da questa pagina: è una demo e non ha né carrello né pagamenti. Sarebbe la promessa più facile da scrivere e la più facile da non mantenere.
Si possono portare i cani?
Sì, dentro e sotto il portico. Alla porta c'è una ciotola d'acqua che cambiamo a ogni turno. Chiediamo solo il guinzaglio corto fra i tavoli: il passaggio fra la sala e la bocca del forno è largo ottanta centimetri e da lì passano le pale con le pizze bollenti.
Come si prenota e cosa non si prenota?
Solo al telefono, dalle 16:00 alle 18:30, per tavoli da due a sei persone, con l'ora del turno scritta sul quaderno. Non prenotiamo i sedici posti sotto il portico: quelli si danno all'arrivo, per ordine di nome lasciato alla porta.
Non chiediamo caparre e non prenotiamo online: chi risponde al telefono è la stessa persona che poi vi accompagna al tavolo, e questo evita metà dei malintesi. Se tardate più di quindici minuti, il tavolo va a chi aspetta fuori.
XI — Dove siamo
Via San Felice 42, sotto il portico.
Via San Felice 42
40122 Bologna
Come si arriva
- A piedi — 9 minuti da Piazza Maggiore, 12 dalla stazione centrale, sempre sotto il portico.
- Autobus — linee 13, 19 e 20, fermata San Felice a 60 metri. La 13 passa ogni 8 minuti fino alle 21:00, poi ogni 15.
- Auto — la via è in zona a traffico limitato nei feriali dalle 7:00 alle 20:00. La sera si entra; il parcheggio più vicino è l'autosilo di Via Riva Reno, a 200 metri.
- Bici — rastrelliera sotto il portico, sei posti, alla terza colonna dopo il semaforo.
- Accesso — un solo gradino di 4 cm all'ingresso, sala in piano, bagno grande accessibile.
I Veritieri non esiste. È un'attività inventata per una demo: il numero di telefono non squilla da nessuna parte, l'indirizzo civico è di fantasia e nessun tavolo può essere prenotato davvero.