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Demo Pizzeria fittizia · recapiti non attivi · sito dimostrativo di Francesco Tannoia

051 234 8891

I Veritieri Pizzeria · Bologna · dal 2012

Quarantotto ore di attesa. Quattro minuti di fuoco.

Siamo al 42 di Via San Felice, sotto il portico, alla terza colonna dopo il semaforo. Facciamo una cosa sola: pizza con un impasto che matura due giorni in cella e cuoce quattro minuti e mezzo su una platea di refrattario. La sala apre alle 19:00 e lavora a due turni, come un ristorante. Non c'è il bancone, non c'è la consegna, non c'è la fila che si allunga sul marciapiede: c'è un quaderno alla porta e un nome da lasciare.

Impasto 48 h · idratazione 75 % · panetto 260 g · platea 340 °C

Maturazione in cella
0 ore
Temperatura della platea
0 °C
Coperti, portico compreso
0
Pizze in carta
0

I — La casa

Undici persone, un forno solo, due turni a sera.

I Veritieri ha aperto il 4 ottobre 2012 in un fondo che per trent'anni era stato una merceria. Il nome viene da una discussione finita male con un fornitore che aveva scritto «artigianale» su una cassa di prodotti industriali.

Il locale è lungo e stretto, novanta metri quadri: si entra da sotto il portico, si passa davanti alla bocca del forno — che sta a sinistra, in vista, non nascosta in fondo — e si arriva in sala. Quarantotto posti dentro su tredici tavoli, di cui due da sei. Da aprile a ottobre si aggiungono sedici posti sotto il portico, su quattro tavoli di ferro che ritiriamo tutte le sere a mezzanotte.

Siamo in undici. Quattro in sala, tre fra banco e forno, due in cucina per fritti e dolci, uno in cantina che è anche quello che risponde al telefono, e una persona alla porta dalle 19:00 alle 22:00 che tiene il quaderno dei nomi. Nei giorni pieni siamo tutti dentro insieme; il martedì e il mercoledì siamo in sette.

La regola della casa è una e la trovate ripetuta in ogni pagina di questo sito: se non lo possiamo dimostrare, non lo scriviamo. Per questo qui trovate le ore di maturazione, i gradi della platea, il peso del panetto e il nome dei mulini, e non trovate parole come «autentico» o «segreto di famiglia».

Sala di un locale la sera, lampade calde appese sopra i tavoli e bottiglie sullo scaffale
La sala verso le 21:00, fra il primo e il secondo turno. Le lampade sono le stesse della merceria: le abbiamo tenute e rifatte l'impianto.

II — L'impasto

Due giorni al freddo per quattro minuti di fuoco.

La maturazione non è la lievitazione. Lievitare è il gas che gonfia; maturare è il tempo in cui gli enzimi spezzano amidi e proteine e rendono l'impasto digeribile. A quattro gradi il lievito rallenta e gli enzimi continuano: è per questo che l'impasto sta in cella, non sul banco.

Sezione di un contenitore con l'impasto che cresce di volume durante la maturazione
0 ore volume 100 % 24 °C, appena impastato
  1. 0 ore

    Farina, acqua, madre

    Alle 8:30 del martedì la spirale gira per quattordici minuti. Prima l'autolisi: farina e acqua da soli per quaranta minuti, senza sale e senza lievito, perché la farina beva. Poi entra il lievito madre liquido, rinfrescato la sera prima, e solo negli ultimi tre minuti il sale — se lo si mette subito, la maglia si chiude e il lievito parte in salita.

    Acqua
    16 °C
    Uscita impasto
    24 °C
    Volume
    100 %
  2. 24 ore

    Il freddo lavora

    Dopo due ore di puntata a 20 °C la massa scende in cella a 4 °C, coperta, in cassette da dieci chili. A ventiquattro ore è cresciuta di poco più di un terzo: sembra che non stia succedendo niente ed è il momento in cui succede tutto. Gli enzimi tagliano gli amidi in zuccheri semplici, la maglia glutinica si distende e smette di tirare.

    Cella
    4 °C
    Volume
    140 %
    Odore
    latte e farina
  3. 36 ore

    Staglio a mano

    Il mercoledì alle 20:30 la massa esce dalla cella per il tempo dello staglio: si taglia con la spatola e si pesa a mano in panetti da 260 grammi, uno alla volta, chiusi con due giri di polso. Un panetto ben chiuso tiene la forma per dodici ore; uno chiuso male si allarga e in forno fa un cornicione storto. Poi si torna al freddo.

    Panetto
    260 g
    Volume
    190 %
    Odore
    nocciola e crosta
  4. 48 ore

    Pronto per il fuoco

    Il giovedì alle 15:00 i panetti salgono a 18 °C per l'appretto: quattro ore sul banco, coperti. Alle 19:00 il panetto è largo, lucido, cede sotto il dito e torna su piano. Da lì al forno passano novanta secondi: si stende a mano dal centro verso il bordo, si condisce, si infila. Chi arriva alle 19:15 mangia un impasto nato quarantotto ore e mezza prima.

    Appretto
    4 h a 18 °C
    Volume
    240 %
    Stesa
    31 cm

Cosa c'è dentro, in percentuale

Miscela di farine e liquidi su un impasto da dieci chili di farina.
IngredienteQuotaPerché
Tipo 1 macinata a pietra, W 280 70 % Regge le quarantotto ore e porta il sapore del grano
Tipo 0, W 300 20 % Dà forza alla maglia e tiene in piedi il cornicione
Tipo 2 semi-integrale, W 240 10 % Colore scuro e un fondo amaro che pulisce la bocca
Acqua 75 % Sale a 78 % d'estate, scende a 72 % con l'umidità di gennaio
Lievito madre liquido 12 % Rinfrescato ogni sera alle 23:00, acidità fissa
Sale marino 45 g per litro Entra negli ultimi tre minuti, mai all'inizio
Mani che lavorano un impasto di pane su un piano infarinato, accanto a un matterello
Lo staglio: la spatola taglia, la mano pesa. Sbagliare di dieci grammi si vede in forno.

III — Il forno

Trecentoquaranta gradi, non quattrocentottanta.

Sezione del forno a legna: cupola bassa in refrattario, platea, bocca, brace sul lato destro e canna fumaria cupola 320 cm · bocca 47 cm cupola 430 °C platea 340 °C brace canna fumaria
Sezione disegnata a mano per questa pagina: cupola bassa, platea in refrattario, brace tenuta a destra e bocca larga 47 cm. Nessuna fotografia di catalogo.

La pizza napoletana cuoce in novanta secondi a 480 gradi. La nostra no, e non è una questione di gusto: è una conseguenza dell'impasto.

Con il 75 % di idratazione e quarantotto ore di maturazione, un colpo di calore così violento brucerebbe la superficie prima che l'acqua interna abbia il tempo di uscire. Il risultato sarebbe un disco nero fuori e umido dentro, che si affloscia in tre minuti. A 340 gradi sulla platea e 430 in cupola, invece, l'acqua esce piano per quattro minuti e mezzo: il cornicione si asciuga, resta croccante fino alla fine e non fa la piega.

Bruciamo faggio e carpino dell'Appennino bolognese, spaccato e stagionato ventiquattro mesi, con umidità sotto il 18 %. Legna più umida fa fumo e il fumo si sente sulla pizza. Il forno si accende alle 15:30 con due ore di fiamma alta, poi la brace si sposta a destra e si lascia scendere: alle 19:05 esce la prima pizza. La platea si misura con un termometro a infrarossi ogni venti minuti, e chi sta al forno lo scrive su un foglio appeso al muro.

In camera stanno cinque pizze insieme, non una di più: al sesto disco la temperatura crolla e le prime due escono pallide. Da qui la regola dei cinquantacinque pezzi all'ora, che è anche il motivo per cui non prendiamo tavolate da sedici e non facciamo asporto nelle due ore di punta del fine settimana.

Platea
340 °C
Cupola
430 °C
Cottura
4 min 30 s
In camera
5 pizze
Resa oraria
55 pizze
Legna
faggio e carpino, 24 mesi

IV — La carta

Nove pizze, una alla volta.

Nove e non trenta: sono quelle che il forno regge in una sera senza rallentare. Si presentano una per volta, come le porta la sala. Cambiate con le frecce della tastiera, con i tasti sotto, oppure trascinando la scheda di lato.

  1. Pizza marinara su un tagliere di legno scuro

    Classiche 01 / 09

    Marinara

    San Marzano dell'Agro Sarnese, aglio in camicia, origano di montagna, olio extravergine a crudo.

    La prova del nove: senza formaggio non si nasconde niente. Se l'impasto non è maturo abbastanza, qui si sente al primo morso. È la pizza che facciamo assaggiare a chi si presenta per lavorare al forno.

    8 euro

Tutte le pizze hanno un diametro di 31 centimetri. Su richiesta togliamo un ingrediente, ma non ne aggiungiamo: la carta è tarata sui tempi del forno. Il coperto è di 2 € e comprende il pane fritto e l'acqua alla spina.

V — Fritti e dolci

Prima della pizza e molto dopo.

I fritti escono in otto minuti dalla comanda e arrivano prima della pizza: sono fatti per riempire l'attesa, non per sostituire la cena. I dolci sono quattro e non cambiano mai.

Fritti

Crocchè di patata 6 €
Tre pezzi. Patate lessate la mattina e schiacciate calde, provola dentro, pangrattato grosso.
Frittatina di bucatini 7 €
Due pezzi. Besciamella, piselli, pepe. La panatura è sottile per non fare scudo.
Montanarina 6 €
Due pezzi. Lo stesso impasto della pizza, fritto e condito con pomodoro e parmigiano di trenta mesi.
Fiori di zucca ripieni 8 €
Due pezzi, da aprile a luglio. Ricotta di pecora e alice, pastella leggera all'acqua ghiacciata.
Crescentine fritte 9 €
Sei pezzi da dividere, con squacquerone e un piatto di affettati bolognesi. Per due persone.

Dolci

Zuppa inglese al bicchiere 6 €
Alchermes fatto in casa con dodici spezie, crema pasticcera, savoiardo inzuppato a mano.
Semifreddo al croccantino 6 €
Mandorle caramellate a secco e tritate grosse. Si prepara il lunedì per tutta la settimana.
Pizza dolce 7 €
Impasto bianco cotto senza condimento, poi ricotta di pecora, scorza d'arancia e miele di castagno.
Sorbetto al limone e basilico 5 €
L'unica cosa che arriva già pronta, da una gelateria a duecento metri da qui. Lo diciamo.

Al tavolo

Coperto 2 €
Pane fritto e acqua alla spina, filtrata e refrigerata. Niente bottiglie di plastica in sala.
Caffè 1,50 €
Miscela arabica tostata a Bologna. Il decaffeinato c'è, l'orzo anche.
Amari della casa 5 €
Sei bottiglie sullo scaffale, tutte italiane. Nocino di produzione familiare da settembre.

VI — La cantina

Sessanta etichette, quasi tutte a un'ora da qui.

Nove vini al bicchiere che cambiano ogni quindici giorni, tre birre alla spina e dodici in bottiglia. Non abbiamo il bancone e non facciamo cocktail: fingere un cocktail bar dentro una pizzeria è il modo più veloce per farli male entrambi.

Al bicchiere

Pignoletto Colli Bolognesi 5 €
Frizzante sui lieviti, secco. Il vino di casa: sta bene con tutto e non copre niente.
Lambrusco di Sorbara 5 €
Rifermentato in bottiglia, colore chiaro, bolla fine. Servito a 12 °C, non ghiacciato.
Sangiovese di Predappio 6 €
Annata giovane, acciaio. Frutto scuro e tannino gentile: regge il salame senza asciugare.
Trebbiano macerato 7 €
Sette giorni sulle bucce, Val Tidone. Amaro finale che pulisce dalle verdure amare.
Metodo classico dei Colli 9 €
Trenta mesi sui lieviti, dosaggio zero. L'unica bollicina che teniamo al bicchiere.

Birre

Pils non filtrata · 4,8 % 5 €
Alla spina, da un birrificio di Zola Predosa. Amaro corto, bolla larga: la birra dell'attesa.
Ambrata all'orzo tostato · 5,6 % 6 €
Alla spina. Il malto tostato tiene testa al piccante meglio di qualunque rosso.
Saison al pepe rosa · 6,2 % 6 €
Alla spina, da Forlì. Secca e speziata, bevuta soprattutto d'estate sotto il portico.
Dodici bottiglie da 33 cl 5 – 7 €
Due birrifici soltanto, l'elenco è sulla lavagna. Analcolica sempre disponibile.

Cosa beviamo con cosa

Gli abbinamenti che consigliamo al tavolo, se ce lo chiedete.
PizzaBicchierePerché
Marinara Pignoletto frizzante La bolla e l'acidità puliscono l'aglio e l'origano
Margherita Lambrusco di Sorbara Asciuga il grasso del fior di latte a ogni sorso
Diavola Ambrata all'orzo tostato Il malto smorza il piccante, l'alcol basso non lo alza
Cime di rapa Trebbiano macerato Amaro con amaro: si sommano invece di litigare
La Veritiera Metodo classico Il perlage taglia la stracciatella e la mortadella
Zucca e salsiccia Sangiovese giovane La dolcezza della zucca chiede un frutto scuro e fresco
Bicchieri di vino rosso alzati sopra un tavolo in un locale la sera
Il bicchiere si versa da 125 ml e si pesa sul misurino: nessuno deve chiedersi se il suo era più pieno di quello accanto.

VII — La sala

Come funziona una nostra sera.

Lavoriamo a due turni perché con un forno solo e quarantotto posti è l'unico modo per far mangiare tutti senza far aspettare nessuno in piedi per un'ora. Ecco l'ordine esatto.

  1. 15:30

    Si accende il forno

    Due ore di fiamma alta con legna spaccata fine. Intanto i panetti salgono dalla cella al banco per l'appretto e la cucina lessa le patate per i crocchè.

  2. 16:00

    Apre il telefono

    Dalle 16:00 alle 18:30 si prenota, e risponde una persona in sala con il quaderno davanti. Fuori da quella finestra il telefono suona a vuoto: siamo tutti al lavoro.

  3. 18:45

    Si apre la porta

    Chi non ha prenotato lascia il nome alla porta e aspetta sotto il portico. Non abbiamo un banco per l'attesa e non serviamo da bere in piedi: preferiamo dire un tempo onesto piuttosto che tenervi lì a consumare.

  4. 19:15

    Primo turno

    Il tavolo è vostro fino alle 21:00. È il turno più tranquillo: sala mezza piena, forno appena a regime, dodici minuti dalla comanda alla pizza. Il turno consigliato a chi viene con i bambini o con un tavolo da sei.

  5. 21:15

    Secondo turno

    Fino a chiusura, senza fretta. Il forno è al massimo e la sala è piena: la pizza arriva in quindici minuti, non in dodici, e chi porta i piatti parla di meno. È il turno di chi vuole restare a bere qualcosa dopo.

  6. 23:00

    Ultima comanda

    Quarantacinque minuti prima della chiusura si chiude il forno. Da lì in avanti restano dolci, amari e caffè, e nessuno vi mette il conto sul tavolo prima che lo chiediate.

  7. 00:15

    Si ritirano i tavoli

    I quattro tavoli sotto il portico rientrano tutte le sere, anche d'estate: il portico è pubblico e la mattina dopo ci passa la gente. La platea si spazza a caldo e la cenere si mette da parte per l'orto di chi la vuole.

VIII — I fornitori

Da dove arriva quello che vi serviamo.

Elenco dimostrativo: i nomi delle aziende sono inventati come tutto il resto di questa pagina, ma la forma è quella che usiamo con i clienti veri — provenienza, giorno di consegna e motivo della scelta, senza sigle e senza bollini.

Pagnotte di pane scuro appoggiate su un piano con spighe di grano accanto
Le farine arrivano il martedì e vengono usate entro tre settimane: una farina vecchia assorbe meno acqua e l'impasto lo dice subito.

IX — Orari

Quando siamo aperti davvero.

Ultima comanda 45 minuti prima della chiusura. Il lunedì il forno resta spento.
GiornoPranzoCena
Lunedìchiusochiuso
Martedì19:00 – 23:30
Mercoledì19:00 – 23:30
Giovedì19:00 – 23:30
Venerdì19:00 – 00:15
Sabato19:00 – 00:15
Domenica12:30 – 14:4519:00 – 23:00

Chiusure dell'anno

  • 1 gennaio — chiuso tutto il giorno.
  • Dal 10 al 24 agosto — due settimane, forno spento e cella svuotata.
  • 24, 25 e 26 dicembre — chiuso.
  • Lunedì — chiusura settimanale: si fa l'olio al peperoncino, il semifreddo e la manutenzione.

Le chiusure straordinarie le scriviamo sulla porta e le diciamo al telefono. Non pubblichiamo un calendario aggiornato in tempo reale su questa pagina: sarebbe una promessa che un sito statico non può mantenere.

Chiama 051 234 8891 Prenotazioni 16:00 – 18:30

X — Domande frequenti

Le domande che ci fanno al telefono.

Avete pizze senza glutine?

No, e preferiamo dirlo prima. La sala e il banco stanno in novanta metri quadri, la farina di grano tenero vola ovunque e il forno è uno solo: senza un laboratorio separato e una camera dedicata non possiamo garantire nulla a chi è celiaco. Quando ce lo chiedono al telefono indichiamo due locali in zona che hanno il percorso certificato, e non ci costa niente farlo.

C'è qualcosa per chi non mangia derivati animali?

L'impasto è fatto solo di farina, acqua, lievito madre, sale e una punta di lievito di birra: niente latte, niente uova, niente strutto. In carta due pizze sono già senza derivati animali — la marinara e la stagionale di verdure — e su altre due togliamo il latticino, scrivendolo in comanda.

I fritti sono un discorso diverso: la friggitrice è una sola e nello stesso olio di arachide passa il crocchè con la provola. Se la contaminazione è un problema, ve lo diciamo prima di prendere l'ordine.

Si può venire con i bambini?

Sì. Abbiamo quattro seggioloni, il fasciatoio nel bagno grande e la mezza pizza a metà prezzo per chi ha meno di dieci anni. Il primo turno delle 19:15 è il momento più tranquillo: sala mezza piena, meno voci, attesa in cucina più corta. Il passeggino si lascia sotto il portico, accanto alla rastrelliera: dentro non passa fra i tavoli.

Accettate gruppi?

Fino a dieci persone, solo al primo turno e con la scelta concordata al telefono almeno tre giorni prima. Oltre le dieci diciamo di no: il forno fa cinquantacinque pizze all'ora e un tavolo unico da sedici fermerebbe la sala per quaranta minuti, togliendo il posto a tutti gli altri. Non è snobismo, è aritmetica del forno.

Fate asporto o consegna a domicilio?

Asporto sì, con ritiro al banco, tranne il venerdì e il sabato fra le 20:00 e le 21:30, quando il forno è tutto per la sala. Si ordina al telefono e si paga alla cassa al ritiro. La pizza da asporto la mettiamo in un cartone con il foro di sfiato: chiuso ermetico, il cornicione si ammoscia in cinque minuti.

Consegna a domicilio no, e nessun ordine da questa pagina: è una demo e non ha né carrello né pagamenti. Sarebbe la promessa più facile da scrivere e la più facile da non mantenere.

Si possono portare i cani?

Sì, dentro e sotto il portico. Alla porta c'è una ciotola d'acqua che cambiamo a ogni turno. Chiediamo solo il guinzaglio corto fra i tavoli: il passaggio fra la sala e la bocca del forno è largo ottanta centimetri e da lì passano le pale con le pizze bollenti.

Come si prenota e cosa non si prenota?

Solo al telefono, dalle 16:00 alle 18:30, per tavoli da due a sei persone, con l'ora del turno scritta sul quaderno. Non prenotiamo i sedici posti sotto il portico: quelli si danno all'arrivo, per ordine di nome lasciato alla porta.

Non chiediamo caparre e non prenotiamo online: chi risponde al telefono è la stessa persona che poi vi accompagna al tavolo, e questo evita metà dei malintesi. Se tardate più di quindici minuti, il tavolo va a chi aspetta fuori.

XI — Dove siamo

Via San Felice 42, sotto il portico.

Mappa disegnata della zona di Via San Felice a Bologna, con il portico sul lato dei numeri pari, la fermata degli autobus 13, 19 e 20 e l'autosilo di Via Riva Reno I Veritieri · 42 Porta San Felice fermata 13 · 19 · 20 autosilo Riva Reno VIA SAN FELICE VIA RIVA RENO verso Piazza Maggiore
Schema disegnato per questa pagina, non una mappa in scala: serve a capire da che parte si arriva. Il tratto in ottone sopra la via è il portico dei numeri pari: si cammina al coperto dalla Porta fino alla nostra porta.
I Veritieri
Via San Felice 42
40122 Bologna

Come si arriva

  • A piedi — 9 minuti da Piazza Maggiore, 12 dalla stazione centrale, sempre sotto il portico.
  • Autobus — linee 13, 19 e 20, fermata San Felice a 60 metri. La 13 passa ogni 8 minuti fino alle 21:00, poi ogni 15.
  • Auto — la via è in zona a traffico limitato nei feriali dalle 7:00 alle 20:00. La sera si entra; il parcheggio più vicino è l'autosilo di Via Riva Reno, a 200 metri.
  • Bici — rastrelliera sotto il portico, sei posti, alla terza colonna dopo il semaforo.
  • Accesso — un solo gradino di 4 cm all'ingresso, sala in piano, bagno grande accessibile.

I Veritieri non esiste. È un'attività inventata per una demo: il numero di telefono non squilla da nessuna parte, l'indirizzo civico è di fantasia e nessun tavolo può essere prenotato davvero.

Strada di città la sera, con i lampioni accesi e una figura che cammina in lontananza
Via San Felice verso le 23:00, quando il secondo turno finisce e la via si svuota.