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Demo Attività fittizia · recapiti non attivi · sito dimostrativo di Francesco Tannoia

07:00 Mattina Piazza Castello 12 · Torino

Caffè Centrale tre volte al giorno

Sotto i portici di Piazza Castello si entra tre volte: la mattina per l'espresso e la brioche appena scesa dal laboratorio, il pomeriggio per il tè e la cioccolata, la sera per il vermouth di Torino. Stesso banco dal 1924, otto metri e sessanta di marmo.

In piazza dal
1924
Espressi al giorno
0
Persone al lavoro
0
Posti a sedere
0
Caffè al vetro appoggiato sul davanzale, attraversato dal sole del mattino
Le sette e dieci: il primo sole entra dai portici e arriva fino al terzo tavolino.

Scorrendo la pagina passa la giornata: la luce cambia temperatura e la fascia in alto segna in che tempo del banco vi trovate.

08:20 Mattina 02

Undici persone dietro otto metri e sessanta di marmo

Il Centrale non è un museo con la macchina del caffè in mezzo: è un bar che apre alle sette e chiude all'una, e che in mezzo serve circa novecento espressi nei giorni feriali e milletrecento il sabato.

Lo mandano avanti in undici. Quattro al banco, divisi su due turni che si toccano alle 14:30; due in laboratorio di pasticceria, che iniziano quando fuori è ancora buio; tre in sala fra tavolini, saletta e portici; una persona in cassa, che è anche quella che risponde al telefono; una al lavaggio e al magazzino, che è il mestiere di cui non parla mai nessuno e senza il quale alle undici del mattino non avete una tazza calda.

La proprietà è di tre soci: Marta Ravera, bisnipote di chi ha aperto nel 1924, e Giulio Ferrero e Nadia Bosio, che erano dipendenti e sono entrati nella società nel 2017. Nadia è quella che alle quattro e mezza accende il forno.

Prima delle dieci escono centoventi cappuccini e quattro chili di caffè macinato. Dopo le dieci il ritmo cambia: la gente si siede, il banco respira, e chi ha lavorato per tre ore in piedi si beve finalmente il suo.

Un caffè è un mestiere di ripetizioni: la stessa dose, la stessa tazza calda, la stessa faccia dietro al banco. Chi entra tutti i giorni non cerca una sorpresa, cerca che oggi sia come ieri.

— Marta Ravera, terza generazione

09:25 Mattina 03

Sette grammi e venticinque secondi

La miscela porta il nome della piazza. Viene tostata a undici chilometri da qui, riposa dieci giorni e finisce nel macinacaffè che tariamo due volte al giorno.

Disegno del gruppo con il portafiltro agganciato: il filo del caffè scende e riempie la tazzina sul piattino
Espresso singolo: pre-infusione di tre secondi, poi il filo scende continuo fino a venticinque. Se cade a gocce la macinatura è troppo fine, se scroscia è troppo grossa.

0,0secondi

0millilitri in tazza

In attesa: portafiltro agganciato

  • Dose7,2 g
  • Acqua in erogazione93 °C
  • Pressione9 bar
  • Tempo25 s
  • In tazza25 ml
  • Tazzascaldata a 45 °C

La miscela

Ottanta per cento arabica e venti per cento robusta. L'arabica arriva dal Cerrado brasiliano per il corpo dolce, da Huehuetenango in Guatemala per l'acidità, dal Sidamo etiope per il profumo di fiori che si sente nel cappuccino. La robusta è indiana, lavata: serve alla crema e a quel fondo amaro che a Torino ci si aspetta ancora.

Tostatura media-scura, fatta il lunedì e il giovedì in una torrefazione a undici chilometri. Il caffè arriva in sacchi da cinque chili e riposa dieci giorni prima di entrare nel macinino: appena tostato fa schiuma e non crema. Un sacco aperto si finisce entro tre settimane.

Il filtro del mattino

Fino alle undici teniamo anche una monorigine in filtro, che cambia ogni mese e sta scritta sulla lavagna: adesso è un Guji etiope naturale, tre minuti di estrazione, servito in tazza grande senza zucchero già dentro. Costa più di un espresso e dura venti minuti invece di due.

Il decaffeinato ha il suo macinacaffè, separato: è decaffeinato ad acqua e non con solventi, e per questo costa dieci centesimi in più. Chi lo chiede di solito lo chiede tutti i giorni.

Al banco e al tavolo

In Italia il prezzo cambia se si sta in piedi o seduti: al tavolo si paga anche il servizio, e i due listini vanno esposti entrambi. Da noi stanno su due lavagne diverse, una sopra la cassa e una all'ingresso della sala. Queste sono fasce indicative, non un listino ufficiale.

Fasce di prezzo indicative, IVA inclusa
Al banco In piedi Al tavolo
Espresso1,30 – 1,50 €2,50 – 3,00 €
Cappuccino1,60 – 1,90 €3,00 – 3,80 €
Filtro del mattino2,50 – 3,00 €3,80 – 4,50 €
Cioccolata calda3,00 – 3,50 €4,00 – 4,80 €
Bicerin3,80 – 4,50 €5,00 – 5,80 €

10:35 Mattina 04

Il forno accende alle quattro e mezza

Ventisei metri quadri al piano di sotto, due persone, un forno a quattro teglie. Tutto quello che vedete in vetrina è sceso da lì stamattina.

  1. 04:30

    Si accende il forno

    L'impasto delle brioche è stato fatto ieri alle 15:00 e ha lievitato diciotto ore in cella a 4 °C con lievito madre rinfrescato ogni mattina. Si formano a mano, si lasciano raddoppiare al caldo, e intanto si prepara la crema.

  2. 06:15

    Prima infornata

    Ottanta brioche: vuote, all'albicocca, alla crema. Escono venti minuti prima dell'apertura, e i primi clienti le trovano ancora tiepide. Chi arriva alle sette e un quarto lo fa apposta.

  3. 07:40

    Seconda infornata

    Altre sessanta brioche più i salati: focaccia all'olio tagliata in quadri, e la treccia con il prosciutto che finisce sempre entro le dieci. Da qui in poi in vetrina non manca niente fino a mezzogiorno.

  4. 09:30

    Biscotti e crostatine

    Baci di dama, krumiri, crostatine di marmellata di albicocche e, il sabato, la torta di nocciole del Piemonte: trenta fette, e quando finiscono finiscono. È l'unico dolce per cui qualcuno telefona per farsene tenere una fetta.

  5. 15:30

    Le bignole del pomeriggio

    La sfornata piccola: bignole alla crema e al cioccolato, paste da tè, qualche tartina salata per chi entra a metà pomeriggio. Servono fino alle 18:00, poi il banco cambia mestiere.

Vetrina di pasticceria con brioche e paste appena sfornate
La vetrina alle 07:10, dopo la prima infornata.

Fasce indicative

  • Brioche1,40 – 1,80 €
  • Bignola o pasticcino1,20 – 2,00 €
  • Quadro di focaccia1,50 – 2,20 €
  • Fetta di torta3,50 – 4,50 €

Quello che resta in vetrina dopo le 19:00 non torna il giorno dopo: va al personale e a una mensa di quartiere a duecento metri da qui. Il laboratorio lavora ogni giorno farina di grano, nocciole e uova: non possiamo garantire l'assenza di contaminazione, e preferiamo dirlo invece di scriverlo piccolo.

12:10 Pomeriggio 05

Il caffè buono è quasi tutto manutenzione

Nessun premio appeso alla parete: solo le cose che facciamo tutti i giorni perché la tazza delle 18:00 sia uguale a quella delle 07:00.

L'acqua di Torino arriva già dolce, fra otto e dodici gradi francesi. L'addolcitore la porta a cinque, il filtro a carboni toglie il cloro, e la cartuccia si cambia ogni quindicimila caffè o ogni tre mesi, quello che viene prima. È scritto su un'etichetta sotto il banco con la data del cambio, perché a memoria non se lo ricorda nessuno.

La macchina è a due gruppi con caldaie separate e controllo elettronico della temperatura: 93 °C in erogazione, nove bar di pressione. A fine turno si fa il lavaggio in contropressione con il filtro cieco, le guarnizioni dei gruppi si cambiano ogni sei mesi, e a gennaio il locale resta chiuso due giorni per la revisione: è l'unica chiusura che nessun cliente capisce e che serve a tutti.

I macinacaffè sono due, uno per la miscela e uno per il decaffeinato, così i due caffè non si toccano mai. La macinatura si tara alle 07:00 e alle 15:00, e ogni volta che cambia il tempo: l'umidità sposta la macinatura più di quanto la sposti il caffè. Dopo ogni taratura i primi due caffè si buttano.

Il latte è intero, di una cascina del Canavese, consegnato tre volte a settimana. Il bricco si lava dopo ogni cappuccino e la lancia si spurga prima e dopo: il latte bruciato si sente, e chi lo beve tutti i giorni lo sente subito.

Portafiltro con il caffè macinato livellato prima dell'estrazione
Dose livellata e pressata: 7,2 grammi, sempre gli stessi.
Controlli fissi, senza eccezioni
CosaOgni quanto
Taratura della macinatura2 volte al giorno
Temperatura in erogazioneogni mattina
Lavaggio in contropressionefine di ogni turno
Portafiltri a bagnoogni notte
Cartuccia del filtro acqua15.000 caffè o 3 mesi
Guarnizioni dei gruppi6 mesi
Revisione della macchina1 volta l'anno, a gennaio
Smontaggio del bancolunedì mattina

In un sito vero, qui ci sarebbero i documenti dell'autocontrollo alimentare e la formazione del personale. In questa demo non dichiariamo nessuna certificazione: un numero di attestato inventato è la cosa più facile da smascherare.

13:45 Pomeriggio 06

Quattro modi di stare al Centrale

Il banco, la sala grande, la Saletta dei Giornali e i tavolini sotto i portici. Filtrate qui sotto: la pianta segue la scelta.

  • A

    Il banco

    Otto metri e sessanta di marmo Verde Alpi, quattordici posti in piedi e sei sgabelli all'estremità verso la vetrina. È il posto dove il caffè costa meno e arriva prima, ed è l'unico dove si può ordinare parlando a voce alta.

    Posti
    14 in piedi + 6 sgabelli
    Prenotazione
    non si prenota
  • B

    La sala grande

    Undici tavolini da due e quattro da quattro: trentotto posti sul pavimento a cementine del 1948, con gli specchi che sono arrivati lo stesso anno. Si mangia leggero fino alle 15:00: tramezzini, insalate, la focaccia del mattino riscaldata.

    Posti
    38 · 15 tavoli
    Prenotazione
    non si prenota
  • C

    La Saletta dei Giornali

    La stanza in fondo, ventidue posti su sei tavoli, con la rastrelliera dei quotidiani ancora al muro e le uniche quattro prese elettriche del locale. Si prenota per gruppi da otto a ventidue persone, e si chiude per le presentazioni del giovedì.

    Posti
    22 · 6 tavoli
    Prenotazione
    sì, da 8 persone in su
  • D

    Sotto i portici

    Otto tavolini e ventisei posti all'ombra dei portici, da marzo a ottobre. Non c'è riscaldamento e non ci sono funghi: d'inverno i tavoli rientrano e la piazza se li riprende. Il prezzo è quello del tavolo, servizio compreso.

    Posti
    26 · 8 tavolini
    Stagione
    marzo – ottobre
Pianta del locale: banco, sala grande, saletta dei giornali e tavolini sotto i portici D · PORTICI · 26 POSTI A · BANCO · 8,60 m B · SALA GRANDE · 38 POSTI C · SALETTA · 22 POSTI bagno ingresso da piazza Castello
Pianta schematica, non in scala: serve a capire dove si finisce quando si entra. L'ingresso è a filo strada, senza gradino; la Saletta ha uno scalino di quattro centimetri.

Al banco e ai tavolini non si prenota: si entra, si guarda e si aspetta in piedi bevendo qualcosa. Si prenota solo la Saletta e l'affitto della sala, per telefono o per email. Questo sito non registra prenotazioni e non manda conferme: è un sito dimostrativo, e un sito che promette una prenotazione che non esiste fa più danni di uno che non la offre.

15:20 Pomeriggio 07

Il giovedì si sposta il tavolo grande

Le fasce sono indicative e si concordano al telefono, perché dipendono da quante persone siete, da quanto restate e da cosa bevete. Il calendario vero sta sulla lavagna all'ingresso: questa pagina è una demo e non tiene un'agenda aggiornata.

16:50 Pomeriggio 08

Cento anni in piazza, quattro date

  1. 1924

    Caffè e Liquori Centrale

    Emilio Ravera apre sotto i portici con un banco di noce, quattro tavolini e una vetrina per i liquori. Il caffè si tosta ancora nel retro, in una tostatrice a mano da tre chili.

  2. 1948

    La prima macchina a leva

    Il locale riapre dopo la guerra con la macchina a leva: sull'espresso compare la crema, e a Torino diventa una cosa da andare a vedere. Arrivano gli specchi e il pavimento a cementine che ci sono ancora.

  3. 1972

    Gli otto metri di marmo

    Il banco di noce lascia il posto al marmo Verde Alpi, e la vecchia sala di lettura diventa la Saletta dei Giornali, con la rastrelliera dei quotidiani che qualcuno usa ancora.

  4. 2024

    Cento anni e un nome

    Per il centenario torna in carta il vermouth di Torino alla mescita e la miscela prende il nome della piazza. Il laboratorio di pasticceria, aperto nel 2019, smette di comprare fuori anche i biscotti.

Le date sono inventate per questa demo, ma il modo di raccontarle è quello che useremmo con un'attività vera: quattro fatti, nessun aggettivo, nessuna «passione tramandata di generazione in generazione».

18:00 Sera 09

Alle sei si accendono le lampade

Il banco si svuota delle tazzine e si riempie di bicchieri. Torino ha inventato il vermouth: ne teniamo tre alla mescita, e non è un modo di dire.

Vermouth alla mescita

  • Rosso di Torino Erbe amare e vaniglia, in tumbler basso con ghiaccio e scorza d'arancia. 5 – 6 €
  • Bianco Più dolce e agrumato, con una fetta di limone e soda fredda a parte. 5 – 6 €
  • Extra dry Secco, servito in calice piccolo senza ghiaccio, come si beveva qui nel 1948. 6 – 7 €

Cocktail di casa

  • Centrale Vermouth rosso, bitter d'erbe, un cucchiaino di sciroppo di nocciola, scorza d'arancia bruciata. 9 – 11 €
  • Portici Gin, vermouth bianco e camomilla infusa a freddo per otto ore. Lungo, poco alcolico. 10 – 12 €
  • Milano-Torino Bitter e vermouth rosso in parti uguali. Due ingredienti, nessuna decorazione. 8 – 9 €
  • Bicerin corretto Caffè, cioccolato e crema di latte in bicchiere piccolo, con mezzo dito di rum. D'inverno. 7 – 9 €
Cocktail rosso con ghiaccio tritato, fetta d'arancia essiccata e more
Il Centrale, servito con ghiaccio tagliato dal blocco.

Il ghiaccio

Un blocco da dodici chili al giorno, tagliato a mano dietro il banco: cubo da quattro centimetri per i mescolati, scaglie per il vermouth con la soda. Il ghiaccio grande si scioglie piano, e il bicchiere resta come al primo sorso molto più a lungo. È il motivo per cui il Centrale sta più fresco di un cocktail servito con i cubetti del sacchetto.

Il piattino

Dalle 18:00 alle 20:30 ogni bicchiere arriva con qualcosa: grissini stirati a mano, acciughe al verde, un quadro di focaccia del mattino. Non è un buffet e non ci si serve da soli: arriva al tavolo e cambia ogni sera secondo cosa c'è in cucina.

Ultimo ordine mezz'ora prima della chiusura. Dopo le 23:00 non si serve al dehors, perché sopra i portici la gente dorme.

19:40 Sera 10

Diciotto ore di banco, tre tempi

Arco della giornata dalle sette del mattino all'una di notte, con i tre tempi del banco 07:00 12:00 18:00 01:00 MATTINA POMERIGGIO SERA
La stessa giornata che attraversate scorrendo: la luce parte fredda alle sette, si scalda a mezzogiorno e si abbassa dopo le sei.
Orari settimanali · ultimo ordine mezz'ora prima della chiusura
Giorno Apre Aperitivo Ultimo ordine Chiude
Lunedì – giovedì07:0018:00 – 20:3000:3001:00
Venerdì07:0018:00 – 21:0001:3002:00
Sabato07:3018:00 – 21:0001:3002:00
Domenica08:0018:00 – 20:0023:3000:00

07 – 12

Mattina

Caffetteria e pasticceria. Il banco lavora in piedi, la sala si riempie dopo le nove, i giornali sono in saletta. Fino alle 11:00 c'è anche il filtro.

12 – 18

Pomeriggio

Pranzo leggero fino alle 15:00, poi tè, cioccolata e le bignole delle 15:30. È l'ora in cui si tara di nuovo la macinatura e si può stare seduti due ore.

18 – 01

Sera

Vermouth, cocktail e piattino fino alle 20:30, poi il banco resta aperto fino all'una. Il martedì c'è musica, il giovedì una presentazione.

21:10 Sera 11

Le domande che arrivano al telefono

Si può prenotare un tavolo?

Al banco e ai tavolini della sala grande non si prenota: si entra, si guarda se c'è posto e si aspetta al banco. Si prenota solo la Saletta dei Giornali, per gruppi da otto a ventidue persone, e l'affitto della sala per un evento. In entrambi i casi si concorda per telefono o per email: questo sito non registra prenotazioni e non manda conferme.

Quanto costa un caffè al banco e quanto al tavolo?

Al banco l'espresso sta fra 1,30 e 1,50 euro, il cappuccino fra 1,60 e 1,90. Al tavolo e sotto i portici il prezzo comprende il servizio e sale: fra 2,50 e 4,00 euro. In Italia i due listini vanno esposti entrambi, e da noi stanno su due lavagne diverse. Le cifre di questa pagina sono fasce indicative, non un listino ufficiale.

Che caffè usate e ogni quanto arriva?

La Miscela Castello: ottanta per cento arabica fra Brasile, Guatemala ed Etiopia, venti per cento robusta indiana per il corpo e la crema. Viene tostata a undici chilometri dalla piazza il lunedì e il giovedì, arriva in sacchi da cinque chili e riposa dieci giorni prima di finire nel macinacaffè. Un sacco aperto si consuma entro tre settimane.

C'è qualcosa senza glutine o senza lattosio?

Per il latte sì: bevanda di soia e di avena senza sovrapprezzo, sempre al banco. Per i dolci teniamo due prodotti senza glutine che arrivano già confezionati e restano chiusi fino al piattino. Il laboratorio lavora ogni giorno farina di grano, nocciole e uova: non possiamo garantire l'assenza di contaminazione, e preferiamo dirlo invece di scriverlo piccolo.

Si può lavorare al computer? C'è il wi-fi?

Il wi-fi c'è e la chiave è scritta sulla lavagna dietro la cassa. Le prese sono solo nella Saletta dei Giornali, quattro in tutto. Dalle 12:30 alle 14:30 e dopo le 18:00 i tavoli servono a chi mangia e a chi beve: in quelle ore chiediamo di chiudere il portatile. Fuori da quelle ore nessuno viene a guardarvi l'orologio.

Si può affittare la sala per una serata?

Sì, in due modi. La Saletta dei Giornali fino a ventidue persone, fra 250 e 400 euro a serata più le consumazioni. L'intero locale dal lunedì al giovedì dopo le 21:00, da quaranta a settanta persone, fra 1.200 e 2.400 euro secondo la durata e il servizio. Venerdì e sabato no: sono le sere in cui il locale serve al quartiere.

Il cane può entrare?

Al banco e ai tavolini sotto i portici sì, con il guinzaglio corto, e la ciotola dell'acqua è all'ingresso. Nella Saletta dei Giornali durante le presentazioni no, perché è chiusa e piena di gente seduta. Nel laboratorio di pasticceria non entra nessuno, cani compresi.

22:40 Sera 12

Piazza Castello numero dodici

+39 011 436 7821

Risponde qualcuno dalle 07:00 alle 22:00. Dopo le dieci di sera il banco è pieno e il telefono squilla a vuoto: meglio un'email.

sala@caffecentrale.it
Caffè Centrale
Piazza Castello 12
10122 Torino

Come arrivarci

  • Tram 13 e 15fermata in piazza, davanti ai portici
  • Bus 11, 55, 56fermata a sessanta metri
  • Metro linea 1XVIII Dicembre, 7 minuti a piedi
  • TrenoPorta Nuova, 12 minuti a piedi
  • AutoZTL centrale attiva nei feriali 07:30 – 10:30
  • Parcheggiointerrato sotto la piazza, uscita lato portici

Recapiti dimostrativi: il numero, la casella di posta e l'indirizzo non sono attivi. Servono a far vedere come si presenta il contatto di un locale che risponde davvero al telefono.

L'ingresso è sotto i portici, fra il numero 10 e il 14: la vetrina con la scritta in ottone si vede dalla fermata del tram.